Altromare è stata sede di numerose microstorie sentimentali di un certo rilievo documentale: al di là della già citata e clamorosa simultanea di Calboni, conclusa con lo scacco matto dello stesso, come non ricordare lo spietato abbordaggio di Ramazzotti alla donna Del Palio, un costante e sfibrante lavorio ai fianchi che portò la suddetta, a ragione ritenuta inviolabile più della porta di Zoff, a cedere inaspettatamente proprio nei locali dell’Augustus dopo l’ennesima “boccia” di Prosecco offerta dal munifico playboy? Come non ricordare l’incredibile storia estiva che Rocca imbastì con Rola, promessa sposa al dott. Savona, e che, per l’unilaterale audacia di volerla protrarre oltre la zona franca dell’equinozio di autunno, rischiava di scatenare una faida tra due intere popolazioni? Come non ricordare gli sguardi omicidi di Datteri e il suo sfumacchiare seriale e nervoso mentre Esposito faceva un evidentissimo filo a Puma, la sua ragazza del tempo? E come non ricordare le malcelate avances di Forrester alla Cotoletta, che causarono nel fidanzato Lykos una tale iperventilazione da suscitare il commento di Ramazzotti (premio Cane per quell’anno): “Ahò, me voi gonfià er canotto” ? E che dire del gran rifiuto di Abete, bel tenebroso anelato dalla Campagnola, sodale di Petra, famosa per i suoi due di picche e nell’occasione ricambiata della stessa moneta? Il timore incrociato di incorrere l’uno nel rifiuto dell’altro causò una situazione di stallo che durò fino a fine estate, e dunque per sempre. Lo stesso temporeggiare che anche a me nocque con Petra, pur volendo sorvolare sulla sua disinvoltura, e che però mi salvò in un’altra occasione, quando rischiai di combinare un bel casino per amor dei grandi occhi di Christie.
Anche il premio Cane è stato quasi sempre legato a questioni sentimentali, fin quando non fu sospeso per eccesso di violenza. Il premio, istituito da Abete, veniva assegnato alla persona responsabile della cattiveria più perfida dell’estate. Fu inaugurato da Calboni, vincitore per due anni consecutivi sempre a danno di Rossetta, una ragazza transistor perdutamente innamorata di lui e da lui doppiamente bistrattata, dapprima a mezzo stampa con volantini ammiccanti e successivamente per la battuta fulminante di inizio estate “Mmà, Rossè, e‘ccume t’sì fatte ‘bbone! Andò sì st’t, a Lourdes?”. Di alcuni premi Cane si è già detto altrove: per quello di Falcao si legga “Smoke on The Water”, dell’imprevedibile premio Cane assegnato al Barone si è raccontato in “Estate ad Altromare”: mi limito a riassumerlo nella proposta di un affiancamento in motorino allo sventurato Coreano, troppo sesto per poter entrare nell’unica macchina (quella del barone, per l’appunto) disponibile per raggiungere la Città. Lo stesso Coreano fu protagonista dell’ultima edizione del premio, quando Ramazzotti bissò il primo successo alzando l’asticella del canismo e abbassando una panca sulla testa del Coreano, reo unicamente di reiterate confusioni onomastiche.
Strana terra, Altromare.
Eppure, anche ora che è rientrata prepotentemente nella mia vita, con una violenza tale da prostrarmi per via di un inatteso e lancinante dolore, non riesco a non associarla al periodo forse più bello, sicuramente più spensierato della mia vita. E, allo stesso tempo, temo vivamente che questa brutale rentrée possa essere l’atto finale della nostra storia, una storia così bella e lunga che forse era scritto non dovesse finire con un lento dimenticarsi, ma con un estremo strappo destinato a rimanere permanentemente nella mia memoria, come un’indelebile cicatrice.
So long, Altromare, e grazie per tutto il pesce.
November 2 2009, 23:50:03 UTC 2 years ago
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January 23 2011, 16:50:29 UTC 1 year ago
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February 25 2011, 06:51:17 UTC 1 year ago
April 9 2011, 18:09:43 UTC 1 year ago
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